...Passeggiando
per Agnone ...
Il Rumore più intenso è il silenzio delle strade che raccontano
storie di pastori e lavoratori; rumore di acqua che diventa energia,e che
trasforma in arte quello che incontra. Le mani callose di uomini e donne che si
alzano presto per creare e trasformare semplici granelli di pietre in vere e
proprie opere d'arte...questo è Agnone.
Dalla fonderia delle Campane... alla Ramera,oggi voglio
soffermarmi proprio su quest'ultima:
LA RAMERA DÌ AGNONE.
Un piccolo tesoro nascosto che va avanti ormai da circa un secolo,
Se si nomina Agnone la prima cosa che salta alla mente è la
fonderia Marinelli famosa in tutto il mondo per il suono e la bellezza delle
sue Campane,i dipinti di Paolo Gamba nella Chiesa di San Francesco,poi l'importante tradizione della ndociatta con i sui giochi di
fuoco e luci l'8 dicembre. Le bontà gastronomiche come le Ostie ripiene e i
formaggi; mah ancora poco conosciute e lavoratrici silenziose sono le
botteghe del rame.
Botteghe che nella storia di Agnone le vede protagoniste
assolute,Agnone una delle più grandi e fiorenti città commerciali del regno
meridionale.
Infatti un tempo il termine della parola "Agnonese" era
sinonimo di ramaio.
L'arte della lavorazione del Rame si pensa che fu portata nel 1100
da i Veneziani.
Agli inizi del 1700 (1750) si contano circa dieci fonderie e quattordici
laboratori del Rame,(cinque fonderie di rame in affitto solo per il principe
Santobuono) un numero molto elevato. Distribuite per la maggior parte lungo il
fiume Verrino,proprio perché il rame era lavorato grazie all'uso di mulini che
venivano alimentati ad acqua. Dopo la seconda Guerra mondiale,con il fiorire di
nuove tecnologie e lo sviluppo di nuovi materiali l'industria del Rame va mano
mano scemando,oggi sono rimasti pochi lavoratori che ancora alimentano la
trasformazione del rame. Tra queste "la Ramera di Agnone" di Franco
Gerbasi.
La Ramera di
Gerbasi è antica come la storia
della città di Agnone, da quattro generazioni tramanda la sua
lavorazione del rame custodendo gelosamente forme, metodi, attrezzi e
abilità artigiane,che fanno di questo lavoro una delle grandi tradizioni
dell'Alto Molise.
Il Sig. Franco diventato custode del bellissimo museo(situato
sopra il suo laboratorio) sulla lavorazione del Rame,un museo dove è
ricostruita passo per passo la storia di questo bellissimo
lavoro. http://www.museodelrame.it/ questo è il sito dove potete osservare
e prenotare il tour. Inoltre oltre al giro del museo affianco vi è un delizioso
negozio, dove giustamente vendono e mostrano il frutto di tanto lavoro.
Grazie ai tanto”Franco" che in tutta Italia ancora fanno del loro
lavoro un' arte e continuano nonostante le difficoltà economiche e non solo, a
lottare per continuare il lavoro dell'artigianato che diventa sempre più un
lavoro duro da svolgere,e merce rara da acquistare.
Ormai viviamo nel mondo e del mondo "made in Cina"
"made in taiwan" ecc.. e ci dimentichiamo delle bellezze artistiche
che hanno messo su la nostra Italia facendo del made in italy un marchio
riconosciuto e stimato in tutto il mondo per la sua preziosità ed
importanza,dai materiali alla lavorazione fino alla cura delle proprie opere
finali.
Agnone come tanti altri paesi rispecchia ancora di luce propria.














