giovedì 13 novembre 2014

"La Pantoccia"

La Pantoccia è un piatto tipico di Vinchiaturo, costituito da un involucro di pasta farcito con pancetta, cipollotti, e peperoncino.
INGREDIENTI
(Per 6 persone)
Pasta da pane:500 gr
Guanciale oppure pancetta 150gr
Cipollotti: 2-3
Peperoncino: 1
Olio di oliva(di frantoio)
FASI DI PROCESSO
Tagliare il guanciale a dadini, mondare ed affettare i cipollotti.
Sbriciolare il peperoncino
Mettere il tutto in un tegame con olio e far cuocere per circa 10 minuti.
nel frattempo stendete la pasta in due dischi.
Ungere con olio d'oliva una teglia e disponetevi un disco di pasta, versate sopra il composto preparato e ricoprite con il disco di pasta rimasto. Adesso sigillate bene i bordi.

Irrorare con un filo d’olio e mettere in forno PRERISCALDATO.

Quando la pasta inizierà ad dorarsi potete spegnere il forno,e finalmente gustare la Pantoccia, magari accompagnata con un buon bicchiere di vino rosso.

giovedì 6 novembre 2014

"La fotografia non mostra la realtà, mostra l'idea che se ne ha"

Tony Vaccaro



...In Molise nella sua  Bonefro presso il Palazzo Miozzi, da agosto 2014 vi è una mostra permanente monografica,delle sue fotografie, curata da Reinhard Schultz e dalla Galleria Bilderwelt di Berlino....

Ma chi è Tony Vaccaro???????

"...alla High School il maestro, Mr. Lewis, mi aveva insegnato la formula per preparare lo sviluppo Kodak D-76, che contiene, appunto, l'Hydroquinone. Guardai intorno, e fra i rumori dell’artiglieria e dei fucili, realizzai di trovarmi tra le rovine di un negozio di fotografia. Cercai e trovai altri pacchetti di sostanze che mi sarebbero servite sia per sviluppare le pellicole che per il fissaggio. L'unico contenitore per sviluppare i miei rullini era il mio elmetto. Ma ne servivano cinque: quello con lo sviluppo, il D-76, poi l'acqua, l'iposolfito, l'acqua per il primo lavaggio dell'iposolfito e, alla fine, un secondo lavaggio più lungo. Per questo avevo preso un elmetto da un cadavere che mi stava vicino. Senza termometro e senza bilancia ho sviluppato il primo rullo di notte, a cielo aperto, tenendo le estremità della pellicola con le due mani e facendola scorrere su e giù per 11 minuti, quanto era necessario per svilupparla. Al termine del lavaggio, appendevo la pellicola sui rami degli alberi e, la mattina dopo, il negativo era pronto".



Michelantonio Celestino Onofrio Vaccaro, nasce a Greensburg4 dicembre 1922, è il secondogenito di tre figli, i suoi genitori,erano immigrati italiani. Il padre, Giuseppe Antonio, era originario del Molise, precisamente di Bonefro,( http://egov.hseweb.it/bonefro/hh/ )  un paesino in provincia di Campobasso

La famiglia Vaccaro rimane a Greensburg fino al 1926,da qui in poi decidono di tornare in italia,più precisamente a Bonefro.

Passerà qui anni fondamentali ed importanti che purtroppo lo segnano,a causa della morte di ambedue i genitori a poca distanza l'uno dall'altro.
Persistenza talmente estesa a Bonefro da fargli sviluppare un particolare attaccamento a quella che nel frattempo è diventata la "sua terra"

Purtroppo però Nel 1939-1940 con lo scoppio della seconda guerra mondiale, Vaccaro ritorna negli negli Stati Uniti per fuggire dal regime fascista. Negli USA, il diciassettenne Vaccaro, appena conclusa la sua formazione presso la scuola superiore di New Rochelle, si arruolò nell'esercito e venne inviato in Europa nel 1944,Dove venne arruolato come soldato semplice nella 83ª divisione di fanteria dell'esercito statunitense in Normandia e poi in Germania.

Il compito di ricognitore dava abbastanza tempo libero a Tony,tempo che lui utilizzava per immortalare attimi, immagini, emozioni.

Divenne cosi il fotografo ufficiale del giornale della divisione.

Nel 1945 alla fine del conflitto,Tony si congeda dall'esercito, staziona per un lasso di tempo in Germania dove ottiene un lavoro come fotografo per le autorità statunitensi nella città di Francoforte,riesce ad ottenere un supplemento domenicale nel giornale dell'esercito statunitense Stars and Stripes
Vaccaro operò come fotografo in Germania e in Europa, documentando la così la vita del dopoguerra,fino al 1949 anno in cui fa ritorno negli stati uniti d'America.

Negli USA continua la sua ascesa nelle riviste Life e Look e poi per la rivista Flair.
Nonostante 4000 immagini siano andate perdute in un incidente nel 1948 sono ancora  conservate nell'archivio di guerra e sono state pubblicate nel 2001 nel suo libro Entering Germany: Photographs 1944-1949.

Nell' anno 1994, viene premiato per le foto che documentano la Liberazione di Parigi  in Francia con la Legion d'onore in occasione delle celebrazioni del cinquantesimo anniversario dello sbarco in Normandia.

Diverse le esposizioni fotografiche dei suo lavori,quella più conosciuta in italia è 

sicuramente : "La mia Italia" Fotografie 1945-1955 che, in passato, ha fatto tappa a Padova, Teramo e Bologna.


Tony Vaccaro: World War II Photographer


"Le pellicole che sviluppavo le portavo sempre con me, nello zaino, ma man mano che aumentavano facevano sempre più volume. Così, quando arrivammo a Parigi, in un teatro distrutto dai bombardamenti trovai uno di quei reel che si usavano per avvolgere le pellicole cinematografiche; la larghezza era la stessa, 35mm. In questa grande bobina avvolsi allora tutte le mie pellicole, una dietro l'altra, man mano che le sviluppavo. Ma per farcele entrare tutte le dovevo tirare, così la polvere e l'umidità crearono delle irrimediabili micro-rigature. Nelle stampe si notano, ma io li ho considerati segni lasciati dalla guerra, come ferite indelebili".










martedì 4 novembre 2014

   Giuseppe Altobello





Giuseppe Altobello nasce a Campobasso il 4 novembre 1869 nonostante la sua attività professionale fosse quella di chirurgo, ha coltivato fin da giovanissimo la passione e l'amore per le escursioni le ricerche naturalistiche,il mondo ambientale. 

Riesce con le sue ricerche a guadagnarsi un'eco significativa nel panorama scientifico-zoologico internazionale, per le sue pubblicazioni sulla fauna appenninica italiana svolte nelle regioni Abruzzo e Molise.

Nel 1921 riesce a far emerge nell'ambito della nomenclatura trinomiale, l'individuazione delle specie dell'Ursus arctos marsicanus e del Canis lupus italicus,oltre che di altre appartenenti, in particolare, alla famiglia delle Soricidae, fra i quali il Toporagno appenninico.Diventa con i sui studi un grande naturalista e zoologo italiano. Il suo nome è legato, in special modo, alla definizione delle note specie dell'orso bruno marsicano e del lupo appenninico.

Spiccano tra le Sue opere letterarie 4 volumi dedicati hai mammiferi (insettivori, ai chirotteri, ai rosicanti e ai carnivori) peculiari della fauna abruzzese-molisana, pubblicati tra il 1920 e il 1921






 

domenica 19 gennaio 2014

A GRANDE RICHIESTA IL TEATRO DEL LOTO ANNUNCIA NUOVE REPLICHE DEI SUOI SUCCESSI NEI PROSSIMI WEEK END DI GENNAIO E FEBBRAIO

programmazione FRUSTA LÀ
sabato 18/1 - ore 20:00 - domenica 19/1 - ore 18:00
sabato 25/1 - ore 20:00 - domenica 26/1 - ore 18:00
sabato 01/2 - ore 20:00 - domenica 02/2 - ore 18:00
biglietti:
interi E 15,00 - ridotti E 12,00 (under 25 e over 65)
(solo su prenotazione)
combinazione col LOTO BISTROT: spettacolo + cena E 22

programmazione LE PETIT MAGIC CIRCUS
sabato 25/1 - ore 17:00 - domenica 26/1 - ore 11:30
sabato 01/2 - ore 17:00 - domenica 02/2 - ore 11:30
sabato 08/2 - ore 17:00 - domenica 09/2 - ore 17:00
biglietti:
bambini E 10,00 (inclusa la merenda) - adulti E 12,00
(solo Domenica, su prenotazione)
combinazione col LOTO BISTROT: spettacolo + pranzo E 20

per TUTTI I LOTIANI di Ieri, Oggi e Domani !!!
IL LOTO
ti aspetta nel suo nuovo spazio da vivere insieme:
"Cantina Giovannitti" BISTROT del LOTO
una nuova Impresa targata LOTO... perché in Molise il LOTO non è solo Teatro,
ma un BENE COMUNE della CULTURA d'Impresa e d'Accoglienza.
Venire al LOTO è sempre stato qualcosa di più che un semplice andare a Teatro o studiare Recitazione ma oggi, ancora di più, condividere le attività del LOTO e la filosofia che le alimenta significa anche e soprattutto progettare il Bene Comune e la qualità della Vita in Molise.
Prerogative, queste, che rappresentano il cuore del nostro progetto umano e professionale.
Perché gli esseri umani, rimangono e rimarranno sempre, il referente privilegiato di chiunque operi e lavori al LOTO.
Per questo lanciamo la nuova Stagione di attività, con uno slogan che, soprattutto in tempo di crisi, mette ancor di più ogni singola persona al centro del nostro cuore e gli diciamo:

RICOMINCIO DA TE!
E' possibile leggere le schede su ogni singolo spettacolo nella sezione NOTIZIE del sito www.teatrodelloto.it
info PRENOTAZIONI e PREVENDITE:
TEATRO del LOTO P.zza Spensieri - Ferrazzano - cell 339.77.666.34 - 0874.18.65.793
Libreria MONDADORI (Via Pietrunto - CB) - tel. 0874.41.37.57
Per tutto il 2014
È POSSIBILE PRENOTARE SPETTACOLI PER LE SCUOLE
ai numeri: 339.77.666.34 - 328.14.24.818

sabato 18 gennaio 2014

La Cucina del Molise

"carnevale musse unte,z'ha magnate le panunte ,e la moglie pe despiette z'ha vennute le sese mpiette."
(carnevale,muso unto,ha mangiato il pane unto,e la moglie per dispetto s'è venduta le "sise" in petto)

La cucina nel Molise,è sinonimo di legame con la terra e con le tradizioni.

Nel panorama alimentare della regione non mancano novità,ma resistono le pietanze tradizionali,sopratutto nei paesi.
Il dominio delle paste, quanto ai primi,è indiscutibile,ma non mancano le polente, le minestre di verdure,le zuppe,i risotti,come quello con le lumache.
I secondi vedono la prevalenza di carni,in particolare del maiale.
Segue in ordine di importanza il baccalà,che precede polli conigli,agnelli e capretti.


Per le verdure sono i primo piano cicoria,broccoli,cavolfiori,muscari,con la teoria degli ortaggi.

Le uova sono prevalentemente trasformate i frittate,talora in polpette "u'scescille" o in prelibati triangoli,ad esempio,con muscari e salsiccia.

Che dire,poi,della insalata di arance e acciughe,delle frittelle di fiori di Sambuco,della teoria dei dolci?

Accostatevi con riverenza alle ostie ripiene,anticipo,di celestiali dolcezze,sciogliete in bocca fettine di saleme di noci,gustate,in raccoglimento,"cauciuni"speziati,gonfi di ceci e cacao,umidi di vino cotto e miele;godetevi la "scopece"(pesce fritto con aceto e zafferano)frequentando fiere e mercati estivi associatevi al convito di San Giuseppe con le sue radici portate d'uso e avrete sfatato il luogo comune che vuole che il Molise sia una regione priva di originalità dal punto di vista alimentare.