Tony Vaccaro
...In Molise nella sua Bonefro presso il Palazzo Miozzi, da agosto 2014 vi è una mostra permanente monografica,delle sue fotografie, curata da Reinhard Schultz e dalla Galleria Bilderwelt di Berlino....
Ma chi è Tony Vaccaro???????
"...alla High School il maestro, Mr. Lewis, mi aveva insegnato la formula per preparare lo sviluppo Kodak D-76, che contiene, appunto, l'Hydroquinone. Guardai intorno, e fra i rumori dell’artiglieria e dei fucili, realizzai di trovarmi tra le rovine di un negozio di fotografia. Cercai e trovai altri pacchetti di sostanze che mi sarebbero servite sia per sviluppare le pellicole che per il fissaggio. L'unico contenitore per sviluppare i miei rullini era il mio elmetto. Ma ne servivano cinque: quello con lo sviluppo, il D-76, poi l'acqua, l'iposolfito, l'acqua per il primo lavaggio dell'iposolfito e, alla fine, un secondo lavaggio più lungo. Per questo avevo preso un elmetto da un cadavere che mi stava vicino. Senza termometro e senza bilancia ho sviluppato il primo rullo di notte, a cielo aperto, tenendo le estremità della pellicola con le due mani e facendola scorrere su e giù per 11 minuti, quanto era necessario per svilupparla. Al termine del lavaggio, appendevo la pellicola sui rami degli alberi e, la mattina dopo, il negativo era pronto".
"...alla High School il maestro, Mr. Lewis, mi aveva insegnato la formula per preparare lo sviluppo Kodak D-76, che contiene, appunto, l'Hydroquinone. Guardai intorno, e fra i rumori dell’artiglieria e dei fucili, realizzai di trovarmi tra le rovine di un negozio di fotografia. Cercai e trovai altri pacchetti di sostanze che mi sarebbero servite sia per sviluppare le pellicole che per il fissaggio. L'unico contenitore per sviluppare i miei rullini era il mio elmetto. Ma ne servivano cinque: quello con lo sviluppo, il D-76, poi l'acqua, l'iposolfito, l'acqua per il primo lavaggio dell'iposolfito e, alla fine, un secondo lavaggio più lungo. Per questo avevo preso un elmetto da un cadavere che mi stava vicino. Senza termometro e senza bilancia ho sviluppato il primo rullo di notte, a cielo aperto, tenendo le estremità della pellicola con le due mani e facendola scorrere su e giù per 11 minuti, quanto era necessario per svilupparla. Al termine del lavaggio, appendevo la pellicola sui rami degli alberi e, la mattina dopo, il negativo era pronto".
Michelantonio Celestino Onofrio Vaccaro, nasce a Greensburg, 4 dicembre 1922, è il secondogenito di tre figli, i suoi genitori,erano immigrati italiani. Il padre, Giuseppe Antonio, era originario del Molise, precisamente di Bonefro,( http://egov.hseweb.it/bonefro/hh/ ) un paesino in provincia di Campobasso.
La famiglia Vaccaro rimane a Greensburg fino al 1926,da qui in poi decidono di tornare in italia,più precisamente a Bonefro.
Passerà qui anni fondamentali ed importanti che purtroppo lo segnano,a causa della morte di ambedue i genitori a poca distanza l'uno dall'altro.Persistenza talmente estesa a Bonefro da fargli sviluppare un particolare attaccamento a quella che nel frattempo è diventata la "sua terra"
Passerà qui anni fondamentali ed importanti che purtroppo lo segnano,a causa della morte di ambedue i genitori a poca distanza l'uno dall'altro.Persistenza talmente estesa a Bonefro da fargli sviluppare un particolare attaccamento a quella che nel frattempo è diventata la "sua terra"
Purtroppo però Nel 1939-1940 con lo scoppio della seconda guerra mondiale, Vaccaro ritorna negli negli Stati Uniti per fuggire dal regime fascista. Negli USA, il diciassettenne Vaccaro, appena conclusa la sua formazione presso la scuola superiore di New Rochelle, si arruolò nell'esercito e venne inviato in Europa nel 1944,Dove venne arruolato come soldato semplice nella 83ª divisione di fanteria dell'esercito statunitense in Normandia e poi in Germania.
Il compito di ricognitore dava abbastanza tempo libero a Tony,tempo che lui utilizzava per immortalare attimi, immagini, emozioni.
Divenne cosi il fotografo ufficiale del giornale della divisione.
Nel 1945 alla fine del conflitto,Tony si congeda dall'esercito, staziona per un lasso di tempo in Germania dove ottiene un lavoro come fotografo per le autorità statunitensi nella città di Francoforte,riesce ad ottenere un supplemento domenicale nel giornale dell'esercito statunitense Stars and Stripes.
Vaccaro operò come fotografo in Germania e in Europa, documentando la così la vita del dopoguerra,fino al 1949 anno in cui fa ritorno negli stati uniti d'America.
Negli USA continua la sua ascesa nelle riviste Life e Look e poi per la rivista Flair.
Nonostante 4000 immagini siano andate perdute in un incidente nel 1948 sono ancora conservate nell'archivio di guerra e sono state pubblicate nel 2001 nel suo libro Entering Germany: Photographs 1944-1949.
Nell' anno 1994, viene premiato per le foto che documentano la Liberazione di Parigi in Francia con la Legion d'onore in occasione delle celebrazioni del cinquantesimo anniversario dello sbarco in Normandia.
Diverse le esposizioni fotografiche dei suo lavori,quella più conosciuta in italia è
sicuramente : "La mia Italia" Fotografie 1945-1955 che, in passato, ha fatto tappa a Padova, Teramo e Bologna.
Tony Vaccaro: World War II Photographer
sicuramente : "La mia Italia" Fotografie 1945-1955 che, in passato, ha fatto tappa a Padova, Teramo e Bologna.
Tony Vaccaro: World War II Photographer
"Le pellicole che sviluppavo le portavo sempre con me, nello zaino, ma man mano che aumentavano facevano sempre più volume. Così, quando arrivammo a Parigi, in un teatro distrutto dai bombardamenti trovai uno di quei reel che si usavano per avvolgere le pellicole cinematografiche; la larghezza era la stessa, 35mm. In questa grande bobina avvolsi allora tutte le mie pellicole, una dietro l'altra, man mano che le sviluppavo. Ma per farcele entrare tutte le dovevo tirare, così la polvere e l'umidità crearono delle irrimediabili micro-rigature. Nelle stampe si notano, ma io li ho considerati segni lasciati dalla guerra, come ferite indelebili".





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